martedì, 17 gennaio 2006

(scusate sono passato su un pc con tastiera decente :-)

Il pomeriggio scorre quindi lentamente e in piena tranquilità, ammirando splendide costruzione in stile coloniale e ora in fase di ristrutturazione e purtroppo alcune demolite, nonostante l'isola sia diventata patrimonio dell'Unesco...

Su quest'isola é praticamente impossibile non fare conoscenza con qualcuno.. i turisti infatti attirano persone da molti posti che cercao di campare organizzando tour o anche piccole esibizioni con strumenti musicali sulla spiaggia... per mia fortuna, da poco ha aperto un aereoporto che ogni settimana scarica circa 150 francesi poco distante e, essendo questi visibilmente più ricchi di me, vengo lasciato abbastanza in pace... attacco bottone, mentre sorseggio una birra fuori da un bar, con uno baie fall e subito arriva un suo amico.. caso vuole che poco dopo si siedono vicino a noi una coppia di belgi a cui il secondo cerca di organizzare il tour, sfruttando la lingua comune imparata durante 4 anni di lavoro in Italia.. per una volta divento anche io venditore cercando di convincere la coppia che sono miei amici dei quali ci si puo' fidare! L'affare va in porto e io mi godo un'altra birra che pretendo come "commissione" per l'aiuto dato...

La sera St. Luis si anima molto, nei locali suonano molti gruppi... in particolare mi fermo in uno in cui suonano dei rasta che poi scopro essere della Guinea Conakry con i quali passo poi tutta la sera.. e un po' di notte visto che tra una birra e l'altra (qua tocca a me pagare!) tiriamo tardi... e incredibilmente (per chi mi conosce!) riesco ad alzarmi presto e a raggiungere in orario St. Blaise Statues... qui lavorano 40 ragazzi, metà musulmani e metà cristiani (ci tengono a precisarlo) che producono articoli in gesso. La maggior parte dei prodotti sono religiosi (presepi, crocefissi, madonne...)... tutti hanno un salario che per rapporto al costo della vita della zona é più che dignitoso e permette loro, spesso, di mantenere l'intera famiglia... parliamo di come sono andati i prodotti del nostro primo ordine, arrivato nel 2005 in Italia: si trattava della loro prima esportazione seria e dico loro che i prodotti, nonostante siano costosi, sono stati molto apprezzati perché veramente ben fatti...

Ci salutiamo e sulla strada del ritorno mi fermo a dormire ancora a Thies perché tutti stanno tornando a Dakar dopo la tabasky e alle porte della città c'é un immenso ingorgo... un piccolo colpo di fortuna mi fa conoscere un gruppo di turisti responsabili ai quali parlo di Yaakaar e del Centro di Formazione Médina, e che si riprometto di farci presto visita...

A Dakar arrivo a mezzogiorno, visto che c'é ancora molto traffico... non riesco a passare da casa perché mi devo incontrare con Bada, il responsabile del movimento dei bambini lavoratori dell'africa occidentale. E' molto giovane e cortese ed é felice di sapere che in Italia, finalmente, questi movimenti presenti in tutto il mondo ( www.italianats.org ) sono conosciuti... gli parlo poi del nostro progetto, di cui aveva già sentito parlare da Laurent (il responsabile dell'alfabetizzazione) e mi da alcuni contatti di organizzazioni di EJT del quartiere medina che in futuro potremo conoscere.. concordiamo sul fatto che appena sarà possibile inizieremo a collaborare in modo più costruttivo...

Torno quindi, finalmente, all'atelier dove trovo Haby... e conosco finalmente due dei 16 ragazzi che frequentano il centro!!! Il piccolo Omar (11 anni) e la piccola Aminta (12 anni)... dicono che mi aspettano tutti e ci mettiamo daccordo per una visita ufficiali a questi piccoli grandi allievi per mercoledi', quando finalmente la smettero' di tediarvi con racconti di viaggio e vi parlero' del Centro di Formazione Médina, cui questo blog é dedicato!

Buonanotte!

Mirko

postato da: karibuny alle ore 22:57 | link | commenti (6)
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Commenti
#1   18 Gennaio 2006 - 09:03
 
Grazie Mirko per aver ripreso il racconto, allora io pubblico qualche foto di Haby e del suo lavoro ;o)
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#2   18 Gennaio 2006 - 09:17
 
Ecco fatto :o)
I commenti si possono leggere cliccando sulle varie foto.

Ho conosciuto Haby solo quest'anno, lei viene dal Fouta (una regione al confine con il Mali, molto lontana da Dakar sia in termini geografici che culkturali). E' vedova con 3 figli a carico ed è... assolutament instancabile! Lavora come maestra e tinteuse ma soprattutto non smette di ricordare alle ragazze (più che ai ragazzi) l'importanza di darsi da fare, di imparare sempre cose nuove, di non mollare mai davanti alle difficoltà.
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#3   18 Gennaio 2006 - 10:51
 
bellissimo il racconto, grazie Mirko!! :-)

ma non vedo l'ora di leggere dell'incontro con i ragazzi (dovrebbe avvenire oggi.... giusto?!), che sono poi i diretti destinatari del progetto!!!!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente laurabes82

#4   18 Gennaio 2006 - 13:07
 
occhio che tutta quella birra ti fà male...

t'invidio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Rosy2006

#5   20 Gennaio 2006 - 11:35
 
Ma sei un narratore nato!!
Bravo Mirko, sembra di vedere quanto racconti... e vien voglia di partecipare, una voglia incredibile!
Come quando hai raccontato dell'indecisione che avevano: polli o orto...Orto, ora come ora, orto, se dovesse giungere in Senegal l'aviaria, che Dio li scampi, meglio non rischiare coi polli ora. Ecco avrei voluto partecipare!!

Bravo, continua perchè per noi è un vero piacere leggerti.

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#6   21 Gennaio 2006 - 09:32
 
Mirko il tuo diario di bordo e' letteralmente travolgente, ti prego non stancarti a raccontare, mi fa sentire quasi quasi di essere li' con te...
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