parla di Dakar, un altro quartiere, più periferico ma simile a Médina:
Qui sei in un nuovo contesto ti ritrovi catapultato in una realtà che non è quella delle fotografie e dell’Africa che guardi alla Tv, ti rendi conto che qui non è piu leggere la realtà, ma viverla... nascono una serie di confronti per esempio sull’idea che si ha di Africa, il Sénégal è un contesto del tutto particolare dell’Africa sopratutto Parcelles che è una periferia della capitale di Dakar, qui non si ha il villaggetto disperso nella sabbia si hanno case una attaccata all’altra solo con la sabbia e senza asfalto, case non finite ma pur sempre case con tanto di porte finestre, si hanno cyber cafe sparsi e già qui ti domandi cyber cafè, in africa?? Si ed è pieno e ti domandi “non hanno lavoro, ma al cyber ci vanno”... computer all’altimo grido, web cam, scanner, adsl.... ci sono e funzionano anche solo 6 ore al giorno (perchè qui staccano la corrente spesso il sistema elettrico ha seri problemi) tutte queste cose ci sono e sopravvivono e si sviluppano in un contesto cosi povero.
Si hanno botteghe, si hanno meccanici, falegnami, si hanno banchetti sparsi per la via che vendono frutta e verdura, si hanno donne che vendono panini e frittelle all’uscita delle scuole per raccimolare qualche soldo, si hanno persone che vivono in povertà, ma non nella miseria qui la gente anche se non ha un lavoro si arrabbata in qualche maniera e trova ogni giorno il modo di sopravvivere. Si hanno una marea di centri di formazione che offrono servizi anche se le possibilità di lavoro sono scarse... e la formazione solamente non basta, servono i fondi per avviarla e serve sopratutto una selezione e una ricerca di formazione specifica per lavori concretamente realizzabili e sostenibili, spesso si offre una formazione per lavori che ormai superano la richiesta del bisogno concreto, stanno aprendo un sacco di attività come: cyber, botteghe...che danno lo stesso servizio e che dopo poco tempo chiuderanno i battenti perchè sostituiti da un altro appena nato. La difficoltà dei Sénégalesi è di non riuscire a vedere al di là del “già fatto”, tutte le cose vengono fatte in serie, non c’è nella loro testa l’idea di fare qualcosa di nuovo, restano nella “sicurezza” di rifare qualcosa che c’è già ed è per questo che tutti i banchetti che vedi in giro vendono le stesse cose, tutti i falmegnami fabbricano gli stessi prodotti, i magazzini propongono gli stessi prodotti, ci sono banchetti o magazzini che si distanziano di 10 metri io mi domando come facciano tutti a vendere....
Quanto è vero quelo che scrive questa volontaria! Ma quinta rabbia mi fa sapere che invece noi stiamo cercando di proporre qualcosa di nuovo, di produrre originalità proprio dalla mescolanza e mentre vengono finanziati, supportati e spinti i progetti più astrusi io qui devo fare i conti con mezzi scarsissimi che mi impediscono di lavorare.
